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Nella
Chiesa del Gesù, occhio a due capolavori di Peter Paul Rubens!
Rubens fu fra i più rinomati pittori del seicento, ricercato da tutte le
corti europee per dar lustro ai loro palazzi; venne chiamato dalla
Fiandre dalla potente famiglia genovese dei Pallavicino, resa famosa dal
grande Ugo Foscolo che dedicò alla bella Luigia una delle sue Odi.
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Genova, antica
e superba, è anche città moderna, ricca di notevoli testimonianze delle
più recenti avanguardie: il teatro Carlo Felice, distrutto dai
bombardamenti della seconda guerra mondiale è stato ricostruito da Aldo
Rossi e Ignazio Gardella nel 1991 senza l'utilizzo di palchi
tradizionali, ma con uno scenografico gioco di balconate da carrugi
genovesi (come si chiamano i tipici vicoli del centro antico).
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In
occasione dell'Expo del 1992 molte aree urbane, come il porto,
sono state risistemate e trasformate con interventi di pregio di
architetti di fama come Piero Gambacciani e Renzo Piano. Quest'ultimo,
genovese doc e vincitore del prestigioso Premio Pritzker di
architettura, è considerato uno dei maggiori architetti contemporanei in
ambito internazionale, autore, fra l'altro, del Beauburg a Parigi e
della riconversione di Postdamer Platz a Berlino, fra i suoi progetti
più famosi.
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Indubbiamente
il Porto di Genova rappresenta un interessantissimo caso di
riconversione urbanistica. Un'area di ben 130.000 mq dedicate alla
città, alla socialità e alle attività culturali, all'interno del quale
potrete visitare il famigerato Acquario, il più grande d'Europa.
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Bella la
maestosa Porta Soprana, superstite di una nobile cinta muraria
urbic, costruita nel 1155 per proteggere la città dagli attacchi del
Barbarossa.
Una targa
all'ingresso ammonisce:
Si pacem
portans licet has tibi tangere portas (se porti pace, puoi toccare
la porta).
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La cattedrale
di San Lorenzo è una magnifica fabbrica romanica dalla
particolare bicromia a fasce bianche e nere.
Occhio al tesoro della cattedrale!
Conserva il
mitico Sacro Catino, reliquia dell'Ultima Cena portata qui dai crociati;
conserva inoltre, il piatto sopra al quale posero, innanzi Erode, la
testa di San Giovanni Battista decollato ed un'urna santa con le ceneri
del Battista.
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